Caffè Sociale


Mantova






Il progetto interessa la ristrutturazione dello spazio e il il rinnovo degli elementi di arredo di uno storico locale situato nel tessuto urbano consolidato della città di Mantova.

L’intervento procede per sottrazione di alcuni elementi architettonici preesistenti all’interno del contenitore , finalizzati al ripristino una configurazione spaziale in grado di ricostituire i rapporti visivi con la città e con il volume originario dello spazio.

Il bancone è collocato al centro dello spazio fisico e ne definisce la gerarchia e i percorsi di fruizione, ed è realizzato in marmo biancone di Verona, in analogia al basamento delle colonne e all’attacco a terra dell’edificio neoclassico del Teatro Sociale, dell’ arch. Luigi Canonica di cui il caffè è parte integrante.

I due lampadari su disegno gestiscono il sistema di illuminazione sia puntuale che indifferenziata, grazie alla compresenza sia di proiettori che di lampade a bulbo, e assumono la conformazione di grandi candelabri per un illuminazione notturna spirituale e antica.








The project involves the spatial renovation and the renewal of the furnishings of a historic venue located in the established urban fabric of the city of Mantua.

The intervention proceeds through the subtraction of certain pre-existing architectural elements within the shell, aimed at restoring a spatial configuration capable of re-establishing visual connections with both the city and the original volume of the space.

The counter is positioned at the center of the physical space, defining its hierarchy and circulation paths. It is crafted from Biancone di Verona marble, echoing the column bases and the ground connection of the neoclassical Teatro Sociale building—designed by architect Luigi Canonica—of which the café is an integral part.

The two custom-designed chandeliers manage both accent and ambient lighting through a combination of spotlights and bulb lamps. They take on the form of large candelabras, providing a spiritual and ancient nocturnal illumination.



 
Photo: Simone Bossi









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